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Il Culto di San Donato Vescovo e Martire

Donato era originario di  Arezzo, sebbene alcune fonti riportano però che fosse originario di Nicomedia (oggi Ismit o Kocael in Turchia) residenza dei vari imperatori romani del tempo.  Non abbiamo notizie storiche sulla famiglia di Donato e sulla sua infanzia, così come non si hanno notizia certe sulla sua reale data di nascita,che comunemente viene indicata nel 240. É plausibile pensare che i suoi genitori, o ancora pagani o già divnetati cristiani,misero al loro figlio un nome un nome che indicasse come fosse stato regalato dalla bontà di Dio. La storia afferma che in tenera età, Donato venne portato a Roma dove fu educato e fatto chierico per mezzo del Sacerdote Pimeni,ma non esistono documenti storici che permettano di datare con certezza quando e come il giovane Donato entrò tra il clero . A causa delle prime persecuzioni anticristiane  Donato si trasferì ad Arezzo dove venne accolto dal monaco Ilariano a cui si affianca nella penitenza e nella preghiera facendosi portavoce della Chiesa tra la gente di Arezzo. Tra di esso compie svariate conversioni e svariati prodigi, come quello di far riacquistare la vista ad una cieca di nome Siriana oppure quella di liberare dal demonio il figlio del Prefetto della città, Asterio. Un fatto importante si verifica quando un esattore delle tasse affida il suo denaro alla moglie per custodirlo, ma quest'ultima, di nome Eufrosina, dopo aver nascosto il denaro, muore e l'esattore non riesce più a trovare la somma nascosta. Donato interviene nel riportare alla luce la moglie e recuperare il denaro smarrito. Viene nominato sacerdote dal Vescovo Satiro,primo Vescovo di Arezzo. Alla morte di Satiro (tra il 280 ed il 285), anche in virtù della grande stima che popolo ed il clero aretino riponevano in lui, viene nominato Vescovo di Arezzo. É plausibile che la consacrazione episcopale sia stata conferita a San Donato o dal sommo pontefice  Sant'Eutichiano (275 - 283) o da San Caio (283 - 296) .Nel suo operato di Vescovo, coadiuvato dal diacono Antimo. si incontrano molti avvenimenti importanti, come la conversione di molti pagani delle campagne, i nuovi prodigi e la sua popolarità tra la gente della città di Arezzo. Tra i miracoli che la leggenda devozionale gli attribuisce il più famoso è quello del calice, per via del quale sarebbe stato condannato al martirio: durante una celebrazione eucaristica, nel momento della Comunione, irrompe nella Chiesa un gruppo di pagani che getta a terra il calice che conteneva il vino sacro distribuito dal diacono Antimo, mandandolo in mille pezzi. Nella Chiesa c'è un'aria di sconvolgimento generale. Donato, dopo un intensa preghiera, si inginocchia, raccoglie tutti i pezzi del calice, e lo ricostruisce. Purtroppo il calice era privo di un notevole pezzo sul fondo della coppa, ma continuava a svolgere la sua funzione di raccoglitore del sangue di Cristo. Per questo avvenimento, si convertirono alla Chiesa ben 79 pagani. A seguito degli editti di Diocleziano e Massimiano, nel 303, inizia la decima persecuzione contro i Cristiani: viene sancita la distruzione delle chiese e dei libri sacri e a tutti i cittadini venne richiesto di sacrificare agli dei. Nell' aprile del 304, un altro editto autorizzava la liberazione delle persone imprigionate che avessero rinnegato il cristianesimo ed offerto sacrifici alle divinità pagane. Chi si rifiutava veniva prima condannato alle miniere ed in seguito ucciso. A seguito del "miracolo del calice" e delle numerose conversioni, il governatore (corrector) della città di Arezzo, Quadraziano, nell'estate del 404, ordina l'arresto di Donato e del suo monaco-maestro, Ilariano. Il giorno seguente, Quadraziano, cerca di far rinnegare la fede in Cristo a Donato, ma egli non accetta e viene ripetutamente percosso con delle pietre al volto. In seguito fece portare un braciere ordinando al vescovo di sacrificare incenso in onore della dea Giunione. Al rifiuto di Donato Quadraziano ordinò di riportarlo in cella e di ucciderlo mediante decapitazione . Era il 7 agosto del 304. Donato venne riposto in un feretro fuori dalle mura della città,nella località di Pionta Solo al termine della Cattedrale di Arezzo, iniziata nel 1278 e terminata solo nel 1510, il feretro di Donato venne posto nell'arcata trecentesca realizzata da Giovanni Fetti, aretino, e Betto di Francesco, fiorentino. Prima di essere depositato nella Cattedrale, il feretro venne custodito nella cappella fatta costruire in suo onore dal Vescovo successore di Donato, Gelasio. Nel 1716, grazie alle istanze del sindaco D. Tommaso Ventura e del Reverendo D. Agostino Cugini, i sandonatesi poterono avere una reliquia del santo.San Donato,la cui festa si celebra il 7 agosto, data del suo martirio, è  venerato come santo patrono, oltre che della città  di Arezzo e di San Donato Val di Comino, delle città di Contursi Terme (SA), Soveria Simeri (CZ), Pinerolo (TO), Val della Torre (TO), San Donato Milanese (MI), San Donato di Ninea (CS), San Donato di Lecce (LE), Montesano Salentino (LE), Guardiagrele (CH), Fossacesia (CH), Villa Martelli-Lanciano (CH), Acerno (SA), Ranzo (IM).
Nota: alcune fonti riportano che il martirio di San Donato avvenne nel 362, durante il regno dell'Imperatore Giuliano (detto l'apostata)


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