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Approfondimenti Storici
Giustino Quadrari
Giustino Quadrari, archeologo e filologo italiano,nacque a San Donato Val di Comino il 19 luglio 1802 dal notaio Eugenio, e da Rosalba Tempesta. All'età di quattordici anni entrò nel Seminario di Sora dove ebbe come maestri Stefano Baldassarre e Giuseppe Silvestri. Iscrittosi successivamente alla Regia Università di Napoli il giovane Giustino ebbe come insegnanti alcuni dei più rinomati professori dell'epoca, come Giuseppe Caposale e Loreto Appruzzese di Gallinaro, professore di diritto romano e diritto canonico. Ordinato sacerdote il 28 giugno 1825, nel 1829 pubblicata l'opera "De natura Cattolici dogmatis" dotta dissertazione latina intorno alla natura del Dogma cattolico. L'opera colpì molto il Vescovo Javarone che ne volle l'inserimento nella prima e seconda edizione della sua "Teologia dommatica". Il 22 ottobre 1832 Giustino Quadrari ebbe la nomina di Interprete dei Papiri Ercolanensi e quella di Socio Corrispondente dell’Accademia ,della quale divenne Socio Ordinario nel 1838 . La carriera di Giustino Quadrari proseguì negli anni successivi con incarichi sempre più prestigio: presidente della Giunta della Reale Biblioteca di Napoli,titolare della cattedra di Storia delle Religioni presso la Regia Università di Napoli e membro del Consiglio Generale della Pubblica Istruzione. In questi anni scrisse anche alcune importanti opere come le "Osservazioni sulle tavole cronologiche critiche del I secolo della Chiesa pel Padre Ignazio Mozzoni" ed un’opera di papirologia. Molto legato alla corte borbonica, quando morì Ferdinando II ne lesse la commemorazione funebre intitolata “Viginti anni et novem annis regnavit, et fecit rectum coram Domino”, nelle esequie celebrate dall’Università. Con la caduta del Regno delle Due Sicilie e l'annessione dei suoi territori all'Italia, Giustino Quadrari abbandonò Napoli e si ritirò a vita privata nella sua San Donato Val di Comino. Il clima politico dell'epoca non era però dei più favorevoli con le tensioni e scontri frequenti tra i sostenitori dei savoia e quelli dei borboni. Spesso bastava la semplice accusa o anche solo il sospetto di aver servito l’antico regime per essere portati davanti ai tribunali. Volendo probabilmente colpire una personalità di spicco dell'antico regime Giustino Quadrari, insieme ad altri Sandonatesi ed al fratello Domenicantonio, venne accusato di tenere segreti rapporti di corrispondenza con il sorano Luigi Alonzi, detto Chiavone, brigante italiano strenuo difensore di Ferdinando II di Borbone, che a partire dal 1861 con la sua banda di briganti condusse numerose azioni di guerriglia in diverse zone della ciociaria contro l'esercito sabaudo. A causa di queste accuse Giustino Quadrari venne arrestato nel 1862 venne arrestato e rinchiuso prima nel carcere di Alvito ed in seguito in quello di Sora. Dopo 8 mesi di istruttoria il Pubblico Ministero, non riscontrando indizi sufficienti, assolse Giustino Quadrari da ogni accusa ed annullò il processo. Ritornato in San Donato Giustino Quadrari fece restaurare la casa paterna e proseguì i suoi studi su alcune pietre con iscrizioni romane trovate nel nel territorio di San Donato ed inventariate dal Mommsen nel suo "Corpus Inscriptionum latinarum". Morì in San Donato il 4 agosto 1871 e due, anni dopo, la giunta comunale, sindaco il Cavalier Carlo Coletti, decise di intitolargli la piazza antistante il palazzo da lui abitato,fino ad allora denominata Piazza Tolosa, e di deporre nella Chiesa di S. Maria e S. Marcello un suo busto marmoreo.